I segreti della concimazione

Come preannunciato da qualche giorno, è giunto il momento di parlare di un argomento che interesserà soprattutto gli appassionati di giardinaggio.

Probabilmente risulterà molto noioso a tutti gli altri, quindi siete sollevati dal continuare a leggere se non amate le piante!
Per chi continua a leggere spero che ciò che ho scritto possa essere utile a chi è alle prime esperienze con il verde, o a chi spesso mi pone domande nei commenti in merito a questa buona abitudine, spesso sottovalutata.

Oggi si parla di concimazione!

La stagione delle concimazioni inizia con la ripresa vegetativa primaverile: proprio in questo periodo, tra marzo e aprile, è il momento giusto per fertilizzare sia le piante d’appartamento, che quelle esterne in vaso o in piena terra, gli arbusti da fiore o da frutto in giardino, l’orto e anche il tappeto erboso. 

 

Come ogni essere vivente, anche le piante, necessitano di nutrimento per svilupparsi in maniera rigogliosa e resistere alle avversità e alle malattie; la concimazione è un’operazione indispensabile per farle crescere correttamente
Senza nutrimento le piante non potrebbero radicare, fiorire, fruttificare, nè compiere le funzioni fondamentali, come la fotosintesi clorofilliana.
In natura le specie spontanee ricevono il nutrimento necessario dall’acqua piovana e dai minerali disciolti nel terreno, ma queste condizioni non sono sempre presenti nei nostri giardini, perché non tutti i tipi di piante provengono dagli stessi habitat, con le stesse caratteristiche di terreno e condizioni climatiche.
Proprio per questi motivi, quasi tutte le piante coltivate a scopo produttivo od ornamentale devono essere concimate.

I concimi, contengono le sostanze nutritive fondamentali per la crescita delle piante, e possono contenere un solo elemento (concimi essenziali) o più elementi nutritivi (concimi complessi), tra cui l’azoto, il fosforo e il potassio.


macroelementi hanno diverse funzioni specifiche:
L’azoto serve a far sviluppare il fusto e le radici, e ad aumentare la disponibilità di clorofilla nelle foglie.
Il fosforo favorisce la fioritura e ne aumenta la durata.
Il potassio migliora il gusto dei frutti e rende le piante più resistenti agli attacchi di parassiti e malattie.
microelementi invece sono le sostanze non fondamentali per la crescita vegetale, ma che sono coinvolte nei processi del metabolismo vegetale, ovvero: ferro, calcio, magnesio, zolfo e cloro, zinco, rame, boro, carbonio, idrogeno, manganese e altri. 
Alcuni concimi non svolgono soltanto una funzione nutritiva per le piante, ma anche correttiva del suolo in cui sonocoltivate.

I concimi possono essere: organici, minerali, organominerali o chimici.

I concimi organici derivano esclusivamente da sostanze già presenti in natura e vengono chiamati anche biologici,ammessi in agricoltura biologica, operano a livello di substrato, migliorandone la struttura, più che sulla singola pianta.

Può essere impiegato nell’orto, nel frutteto e nel giardino, sia in autunno, dopo una stagione di intensa produzione, sia in primavera per dare la spinta necessaria alle nuove colture.
Inoltre, la sostanza organica contribuisce ad un miglioramento della struttura del terreno grazie all’azione dei microrganismi che provocano un rimescolamento delle particelle di terra, con conseguente arieggiatura degli strati superficiali, particolarmente utile nei suoli argillosi; nei terreni sabbiosi invece, la sostanza organica consente di trattenere più a lungo gli elementi nutritivi, che altrimenti si disperderebbero facilmente.

Ne esistono di tanti tipi tra cui compost maturo, torba, stallatico secco o pellettato, pollina, sangue secco, cornunghia, guano, la cenere di legna e la pollina.

Il concime organico si può anche preparare a casa propria, tramite la decomposizione di residui di piante e altri resti vegetali, come bucce di frutta, che grazie a processi fermentativi danno origine al compost, oppure semplicemente con le ortiche raccolte nei campi, come spiega il video tutorial di Giardinieri in affitto.

Tutti i concimi organici si trasformano in elementi minerali nel giro di qualche mese, grazie all’azione dei microrganismi presenti nel terreno (batteri, funghi, insetti, lombrichi) e delle intemperie, permettendo alle piante di utilizzarli nel momento in cui ne hanno bisogno.

Il più diffuso dei concimi organici è il letame, usato da secoli nelle coltivazioni, che in epoca moderna viene raccolto da ditte specializzate ed essiccato in grandi forni, in modo da ottenere un prodotto purificato dai residui di infestanti, chiamatostallatico pellettato, che consente un rilascio graduale dei macro e microelementi, con funzione correttiva ed ammendante del terreno.

La cornunghia è un prodotto naturale in scaglie a base di piccoli frammenti di corna e unghie di animali, molto ricco di azoto e anidride fosforica ad alta efficacia fertilizzante, che va utilizzato in autunno per la concimazione di piante che richiedono nutrimento nel lungo periodo.
Il maestro giardiniere Carlo Pagani la consiglia spesso nelle sue trasmissioni per fertilizzare gli arbusti.
Sta diventando di facile reperimento presso i garden center o i centri di bricolage più forniti.
Da qualche anno ne metto qualche manciata alla base dei miei arbusti in novembre e sembra funzionare molto bene!

Il sangue secco, anche questo di provenienza animale permette la cessione molto rapida dell’azoto, ma va usato in piccole dosi frequenti per non bruciare le piante.
concimi a base di alghe, disponibili sia in polvere che liquidi, sono ricchi di fosforo, azoto, potassio, microelementi, vitamine, e ormoni e hanno un’efficacia immediata.
Si possono impiegare anche come concimi fogliari.
La borlanda è un residuo di lavorazione della barbabietola da zucchero o dalle vinacce, contenente un’alta quantità di potassio, molto adatto nell’orto in fase di presemina.
La bentonite (cenere vulcanica) è una farina d’argilla, che migliora la struttura di terreni leggeri e sabbiosi.
Le fosforiti sono rocce sedimentarie derivanti dal deposito di organismi marini; possiedono un’alta percentuale di fosforo, perfette come fertilizzante delle piante fiorite.
La leonardite proviene dai giacimenti di lignite, si utilizza soprattutto come ammendante del terreno argilloso, rendendolo più soffice e drenante.
La pollina è un concime liquido derivato dalle deiezioni degli animali, purtroppo inquinante al pari dei nitrati e per questo trasformato in pellet.
Il panello di ricino è un residuo dell’estrazione dell’olio dai semi del ricino, ricco di proteine vegetali facilmente decomponibili, oltre che di azoto; è un ottimo ammendante e attivatore biologico, oltre che avere proprietà insetticide utili nella prevenzione dei marciumi del colletto.
Purtroppo provocando allergie per contatto, è meglio impiegarlo con guanti e mascherina.

Un altro buon ammendante naturale fai da te sono i fondi di caffé con cui si possono concimare le piante in vaso, aggiungendoli nell’acqua di irrigazione, in modo da ottenere un concime organico liquido contenente una buona dose di azoto, calcio, potassio, magnesio e altri minerali.
La dose ideale è di circa due tazze di fondi di caffé in un secchio d’acqua.

concimi chimici sono ottenuti attraverso processi di lavorazione industriale, addizionando dei composti derivanti da reazioni chimiche.
Vengono usati su larga scala in agricoltura perchéè immediatamente assorbibili dalle piante, ma essendo contenuti in molecole particolari quali i nitrati e l’urea, hanno lo svantaggio di essere altamente inquinanti per le falde acquifere.
Questo motivo mi basta per sconsigliarli.

 

La percentuale di sostanze contenute nei concimi chimici si chiama titolo.
I concimi chimici complessi, cioè formati da una miscela di più elementi, prendono il titolo dalle iniziali delle formule chimiche dei macroelementi contenuti, quindi azoto (N), fosforo (P) e potassio (K).
Accanto alle lettere vengono anche indicati dei numeri in sequenza che rappresentano la percentuale dei rispettivi elementi contenuti; questa classificazione permette di scegliere i concimi più adatti ad ogni tipo di pianta, secondo la fase vegetativa.
Alcune specie, infatti, hanno bisogno della stessa quantità di macroelementi, altredi quantità minori di fosforo e potassio rispetto all’azoto o viceversa.

Carlo Pagani consiglia anche l’utilizzo delle scorie Thomas scorie fosfatiche, che sono il concime con la percentuale più ampia di microelementi presente sul mercato; contengono un alta percentuale di fosforo, magnesio e zinco sono un ottimo fertilizzante in tutti i terreni acidi, oltre ad effettuare un’azione correttiva.
Io personalmente non le ho mai provate.

 

concimi organominerali sono composti ottenuti dalla miscela di sostanze organiche con elementi chimici; per questo motivo vengono anche chiamati integrati.
Si presentano in soluzioni fluide, adatte alla concimazione fogliare mediante la fertirrigazione, possono contenere macroelementi in forma organica e microelementi in forma minerale, che migliorano la resa produttiva delle piante.
I concimi organominerali addizionati con calcio, ad esempio, vengono usati a fini produttivi per migliorare proprio la qualità dei frutti delle piante coltivate.

concimi minerali sono ottenuti tramite processi industriali in cui vengono utilizzati solventi partendo da materie prime minerali purissime; sono molto solubili, non lasciano residui, e sono ideali per le colture idroponiche.
Vengono prodotti con diverse formulazioni, liquidi, idrosolubili, granulari o a lenta cessione.
I concimi liquidi vengono mischiati all’acqua per irrigazione, (fertirrigazione).
Quelli idrosolubili sono prodotti in polveri che si possono miscelare in acqua ed usare sia per la concimazione fogliare che nella fertirrigazione; possono essere semplici, o complessi.
L’azoto di questi concimi può essere sotto forma di nitrato o di urea, mentre il fosforo e il potassio sono rispettivamente sotto forma di urea e di nitrato.
I concimi urici permettono un rilascio più graduale dei principi nutritivi, mentre i nitrati essendo velocemente assorbiti dalle piante sono utilizzati spesso quando queste hanno bisogno di interventi immediati.
I concimi granulari o a lenta cessione, sono prodotti sotto forma di granuli da spargere a mano sul terreno o con macchine spargiconcime in caso di superfici più vaste.
Presentano il vantaggio di essere assorbite lentamente, riducendo il numero di concimazioni.

Immagino che la domanda che vi starete ponendo ora, dopo la lunga lista di concimi che si trovano in commercio, sia come fare a scegliere il concime adatto.
Cerco di rispondere brevemente, anche se, come avrete già capito, l’argomento è abbastanza complesso.

Nel caso in cui si debba trattare una zona molto vasta, il concime dovrebbe essere scelto in base al tipo di terreno.
Se il terreno è troppo calcareo, ad esempio, si dovranno utilizzare concimi contenenti zolfo ed evitare concimi con alto contenuto di calcio, che al contrario dovrà essere addizionato ai terreni troppo acidi.
Se invece dobbiamo procedere alla concimazione del giardino di casa, è meglio scegliere il concime adatto in base alle piante da fertilizzare.

Come regola base comunque, sappiate che i concimi organici sono adatti per ogni tipo di esigenza, lo stallatico in modo particolare.
Il fertilizzante si può scegliere anche in base alla sua consistenza: i fertilizzanti in granuli hanno un rilascio prolungato nel tempo, infatti generalmente vanno preferiti in autunno o in primavera quando le piante non sono ancora nel periodo di maggior sviluppo, mentre quelli liquidi sono ad effetto quasi immediato, quindi più adatti alla bella stagione, ma dall’effetto esauribile in breve tempo, da utilizzare con ripetizioni frequenti.
Il vantaggio principale dei fertilizzanti liquidi è che possono essere uniti all’acqua di annaffiatura in modo semplice e pratico.
In inverno è meglio non fertilizzare le piante, per non provocare una crescita stentata di nuovi rami, foglie e germogli, troppo deboli per essere sani.

Per quanto riguarda la quantità o il metodo di somministrazione è sempre meglio leggere le etichette sui prodotti, dove generalmente si trovano indicazioni chiare sulla composizione.

Se trovate la sigla NPK 14-25-5, ad esempio, vuole dire che il fosforo è in percentuale maggiore rispetto all’azoto e al potassio, per cui perfetto nella fase di crescita e/o fioritura delle piante.
Al contrario, i concimi con un ricco rapporto di potassio, esempio NPK 8-5-44, sono utili nella fase finale del ciclo vegetativo della pianta.
Il fabbisogno di fosforo delle piante può aumentare in caso di terreni acidi, dove il fosforo del suolo diventa difficilmente assimilabile dalle radici, in tal caso il concime fosfatico sarà essenziale per una corretta crescita vegetale.

I concimi con un elevato titolo di azoto, esempio NPK 31-14-5, sono particolarmente indicati nella fase iniziale dello sviluppo della pianta, per lo sviluppo fogliare e radicale; mentre quelli con lo stesso rapporto tra i tre elementi, si possono usare in tutte le fasi del ciclo vegetativo.

Per quanto riguarda i concimi con microelementi, quelli ricchi di ferro ad esempio, vanno usati per le piante che soffrono di clorosi ferrica perché coltivate nei terreni molto compatti o calcarei, che necessitano quindi di un’azione rinverdente, essendo un elemento indispensabile nei processi metabolici che regolano la fotosintesi clorofilliana.
I concimi a base di calcio e zolfo hanno un effetto correttivo e ammendante sui terreni con caratteristiche poco adatte allo sviluppo vegetale.
Vale comunque sempre la regola di leggere bene l’etichetta prima di acquistare il prodotto per lo scopo che si vuole ottenere.

Ora che ho svelato i segreti su ciò che conosco della concimazione… buon giardinaggio!!!

Di Ilaria Benassi

L’articolo non può essere riprodotto senza il consenso dell’autore

Fonte:  ilmondoinungiardino.blogspot.it

 

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