Preziosa e delicata: l’orchidea

Ormai non ci sono dubbi che l’autunno sia iniziato e nei giorni di pioggia è sicuramente più facile e divertente prendersi cura delle piante in vaso invece di quello all’esterno.

Se desiderate dare un tocco di eleganza alla vostra casa, sicuramente l’orchidea è il fiore più giusto!

Si tratta di una delle piante decorative più belle in assoluto, con fiori incantevoli, ma molto delicati; per questo motivo hanno bisogno di cure per crescere rigogliose.

La famiglia delle orchidee conta migliaia di specie, diffuse praticamente in tutto il mondo, ma contrariamente a quanto si può pensare non sono presenti solo nelle zone tropicali, ma anche nei boschi e nei pascoli europei.
Si tratta di piante dalla forma e dimensione molto variabili, con fiori enormi o piccolissimi, profumati e non, dai colori più disparati, spesso miscelati insieme.
Le specie autoctone sono più adatte ad essere coltivate in giardino che in appartamento, ma essendo quasi tutte specie protette, bisogna accontentarsi di ammirarle nel loro habitat naturale.

Le orchidee perfette per essere coltivate all’interno, invece, sono le specie tropicali, che si adattano bene al microclima delle nostre case per tutto l’arco dell’anno.

Anche se ogni specie di orchidea ha necessità specifiche, che dipendono dal luogo di origine, si possono identificare alcune regole generali da seguire per le specie più coltivate in appartamento.

Innanzitutto, una cosa fondamentale per coltivare al meglio un’orchidea è conoscerne il nome, che solitamente si trova sull’etichetta del vaso al momento dell’acquisto, in modo da poter cercarne le caratteristiche specifiche e le cure più adatte.

Le orchidee di tipo Cattleya e le Phalaenopsis crescono facilmente e sono adatte anche ai principianti, mentre la coltivazione delle orchidee Vanda, ad esempio, risulta più complicata.

Per far fiorire e prosperare al meglio un’orchidea occorre raggiungere un giusto equilibrio tra tre fattori fondamentali: umiditàtemperatura e luminosità.

Umidità:
Le orchidee hanno bisogno di un alto tasso di umidità ambientale, che in alcuni periodi dell’anno non è facile da mantenere, causa i caloriferi o i condizionatori accesi, che asciugano l’aria.
Per mantene un’umidità costante si può nebulizzare frequentemente l’orchidea (le foglie) con acqua demineralizzata, se possibile piovana, oppure posizionarla vicino ad un umidificatore, altrimenti ancora, collocare i vasi sopra dei sottovasi riempiti con ciottoli o argilla espansa e colmi di acqua.
Con questi accorgimenti l’acqua evaporando manterrà elevata l’umidità ambientale.
Per quanto riguarda l’innaffiamento delle orchidee, meglio non usare il classico innaffiatoio ma un nebulizzatore, oppure si dovrebbe riempire una bacinella di acqua in cui appoggiare il vaso (ovviamente bucato sul fondo) per mezz’ora o più, in modo da far assorbire alle radici della pianta l’umidità sufficiente.
Innaffiate solo quando siete sicuri che il substrato sotto le piante sia asciutto per non farle marcire.

Fanno eccezione alla regola i Paphiopedilum, che non devono mai asciugare completamente, le Miltonia e gli Zygopetalum che in natura vivono su alberi coperti di muschio sempre umido.

Ricordate infine, che il cloro contenuto nell’acqua di rubinetto è il peggior nemico delle orchidee, quindi l’ideale sarebbe usare acqua piovana, oppure far decantare per almeno un’ora quella dell’acquedotto prima di utilizzarla.
Quando si va in vacanza per evitare che le orchidee deperiscano si deve provvedere all’acquisto di piccoli beccucci contenenti acqua in vendita nei garden center, per permettere alla pianta di sopravvivere per il tempo necessario.

Temperatura:
La temperatura è un’altro fattore fondamentale per le orchidee, essendo per la maggior parte di origine tropicale.
Ogni orchidea ha bisogno di una certa temperatura, a seconda della specie e delle stagioni, ma in generale si può dire che la giusta temperatura oscilla tra i 15 e i 25°C, per tutto l’arco dell’anno.
Nello specifico sappiate che le Phalaenopsis e le Paphiopedilum a foglie colorate si trovano a loro agio ad unatemperatura dai 20° C in su, ) le Cambria, le Miltonia, le Oncidium dai 15 ai 20° C, e i Cymbidium, Dendrobium nobile, le Paphiopedilum a foglia verde, le Zygopetalum, anche a meno di 15 °C.
Molte delle orchidee europee coltivabili in giardino resistono al gelo, la più comune è la Bletilla striata.
Comunque per capire se la vostra pianta ha freddo bisogna controllare se presenta macchie sulle foglie e sui fiori, questo significa che va spostata subito in un luogo più caldo.
Fate attenzione però a non esporle a fonti di calore diretto per non far seccare le radici.
Se in estate portate le orchidee all’aperto riparatele comunque dai raggi diretti del sole, soprattutto durante le ore più calde della giornata.

Luminosità:
Anche la luce è un elemento essenziale, poiché permette alle orchidee il corretto sviluppo e di conseguenza la fioritura.
La posizione ideale è nelle zone più luminose della casa, possibilmente vicino ad una finestra esposta a sud, ma lontano dagli spifferi e soprattutto dai raggi solari diretti, che la brucerebbero.
La maggior parte delle orchidee tropicali vive in luoghi ben luminosi, ma difficilmente riceve i raggi diretti del sole.
Se cercate un’orchidea che non esige troppa luce, sappiate che le specie Paphiopedilum e la Miltonia, resistono anche se posizionate di fronte ad una finestra esposta a nord.
In linea generale se le vostre orchidee si accartocciano e non producono germogli, significa che la luce non è sufficiente; se invece notate foglie ingiallite, significa che la luce è troppo diretta, pertanto è meglio spostare le piante.
Per una buona crescita della pianta è consigliabile pulire spesso le foglie con un panno umido per permettere di catturare a pieno i raggi del sole.

Il momento più bello dell’orchidea è sicuramente la fioritura.
I fiori delle orchidee hanno una durata molto variabile.
I bellissimi fiori delle Sobralia sbocciano al mattino e appassiscono alla sera, mentre i fiori del Dendrobium cuthbertsonii possono durare addirittura 10 mesi.
Alcune specie fioriscono una sola volta l’anno, altre sono invece rifiorenti, ossia fioriscono più volte nell’anno, come la comune Phalaenopsis, alcuni Paphiopedilum a foglie colorate, alcune Cambria e le Zygopetalum.
Le Miltonia fiorisce in primavera e in autunno, ma ci sono anche alcune orchidee che in natura hanno una fioritura continua, come la Psychopsis papilio, che produce un fiore alla volta, ma che nelle nostre case, a causa della scarsa illuminazione invernale, fiorisce solo dalla primavera fino all’autunno.

Escludendo questi straordinari esempi, la maggior parte dei fiori arriva a durare dalle quattro alle sei settimane.
Per fare in modo che il fiore duri più a lungo possibile, bisogna controllare che la pianta non sia aggredita da parassiti.
Essendo una pianta molto delicata, quando la si acquista, è fornita di una sorta di supporto, che va sostituito man mano che la pianta cresce e va tolto quando sfiorisce.

Anche le orchidee, come tutte le piante fiorite, necessitano di concimazioni, ma con concime specifico ed in quantità molto contenuta, in modo che non ci siano quantità eccessive di sali minerali all’interno dell’acqua delle annaffiature.

La concimazione va sempre eseguita seguendo le indicazioni dell’etichetta.
In commercio si trovano vari concimi solubili per orchidee, con diversi titoli, cioè diverse percentuali di microelementi contenuti, da scegliere in diversi momenti del ciclo vegetativo della pianta.
I concimi con titolo 30-10-10 sono da usare dalla fine dell’inverno fino a metà giugno per sostenere lo sviluppo della nuova vegetazione, quelli con titolo 10-30-20 sono ideali per sostenere la fioritura e la radicazione, mentre quellicon titolo 20-20-20 si possono utilizzare per il resto dell’anno.
In linea generale si può somministrare il fertilizzante ogni due settimane circa, irrorando la pianta con l’acqua miscelata al concime, dopo averla già bagnata.
Per quanto riguarda il reinvaso delle orchidee, in genere non si deve effettuare molto spesso, ma solo quando le radici fuoriescono vistosamente, oppure per la divisione dei cespi se si vogliono ottenere diversi esemplari della stessa pianta.
Buona parte delle orchidee tropicali sono epifite, cioè non radicano nel terreno, ma su materiale decomposto o in decomposizione che si trova tra le intersezioni dei rami di alberi enormi, oppure tra le rocce delle aree tropicali del mondo.
Prediligono pertanto un substrato molto leggero, che viene ricreato dai vivai mescolando dei pezzetti di corteccia con torba o sfagno, fibra di cocco, e in alcuni casi, polistirolo.
Solitamente le orchidee vengono vendute in vasi trasparenti, grazie ai quali penetra più luce ed è più facile tenere sotto controllo le radici e rendersi conto della secchezza del substrato.
Se non vi piace il vaso di plastica, ne esistono in commercio alcuni tipi molto decorativi.
Io ho avuto alcune esperienze dirette con le orchidee, tra cui diverse Phalaenopsis che mi sono state regalate, durate per qualche anno.
Inoltre ho coltivato uno stupendo enorme Cymbidium a fiore verde, che ha fatto dell’addobbo floreale il giorno del mio matrimonio, che purtroppo, nonostante tanta buona volontà, non ha resistito all’inverno successivo, avendolo lasciato fuori su indicazioni del fiorista…!

Voi proteggete le vostre orchidee dai problemi indicati in questo post e abbiatene la massima cura.
Vedrete che sarete presto ripagati degli sforzi con un’infinità di fiori stupenti!

 

Di Ilaria Benassi

Fonte: http://ilmondoinungiardino.blogspot.it/2013/10/lorchidea.html#more

Copyright © Ilaria Benassi 2013 -Il mondo in un giardino– Riproduzione vietata

 

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